18 gennaio 2019 Vincenzo Abbate

GENITORI: NETFLIX, YOUTUBE e INSTAGRAM ecco chi sta EDUCANDO i nostri figli!

“Se non Rimaniamo all’erta, L’era digitale arresterà la nostra crescita, creando una pubertà permanente della mente”. Shane Hipps

La grande esperta Shane Hipps con questa frase porta il mondo degli adulti nell’era digitale a riflettere. Chi sta educando i nostri figli? E, soprattutto, cosa sta influenzando la loro crescita negli anni più importanti dello sviluppo anche del loro cervello?

I ragazzini di oggi non guardano la classica programmazione della nostra Tv, ma amano quella in streaming e tra tutte Netfilx. Le loro star? La loro Musica? Tutta caricata su You tube. Le loro piazze e posti di incontro? I social network e tra questi ormai spopola Instagram. Ma andiamo con ordine.

Netflix, ovvero la più popolare piattaforma streaming o, per usare un termine più conosciuto, la tv che davvero vedono i ragazzini e i giovani. Secondo un recente rapporto il futuro del cinema è per i vecchi: anziani e adulti al cinema e giovani su Netflix, che letteralmente spopola fra i ragazzini e gli adolescenti. Secondo LendFdu il 90% dei giovani americani guardano le serie Tv e i film offerti dalla piattaforma, che attualmente batte ogni altra Tv. Ma c’è di più: Netflix offre teen movies pensati proprio per i ragazzi e capaci di plasmare opinioni, idee, atteggiamenti e preferenze.Le serie Tv offerte dalla piattaforma parlano di tutto: sessocrisiribellionibullismo, autolesionismo, suicidio. Esplorano il mondo giovanile come nessun altro.

Come ad esempio, una delle ultime serie uscite proprio la scorsa settimana che sta ottenendo migliaia di visualizzazioni è SEX EDUCATION, con protagonisti adolescenti, indirizzata ad adolescenti ma che ipocritamente Netflix indica come vietata ai minori di 14 anni. Questa serie, ambientata in un liceo, con attori famosissimi proprio per i teenager, carica di erotismo, mostra il sesso tra minorenni come un gioco, e non solo tra ragazzi di sesso diverso ma anche tra quelli dello stesso sesso. Cosa accadrà tra i nostri giovani in una società gia letteralmente sessualizzata, influenzarli con serie de genere.

E accanto a questo offrono tantissime altre serie di ogni tipo, tutto sempre disponibile, sempre scaricabile e perfino utilizzabile in modo bulimico: molti ragazzini scaricano decine di episodi delle serie preferite e li vedono uno dopo l’altro per ore. I contenuti sono disponibili praticamente senza limiti di nessun tipo.Un adolescente trova in Netflix una quantità impressionante di informazioni sotto forma di film, che riguardano ogni aspetto della vita.

E inoltre la può vedere dove vuole, anche a scuola, sull’autobus, a casa, per strada, di notte nel proprio letto. Un successo travolgente che sfugge completamente all’osservazione degli adulti. Un mondo parallelo, a tratti alternativo, ma affascinante, che in qualche misura costruisce le opinioni degli adolescenti senza alcun riferimento con gli adulti che si occupano di loro.

Ore e ore trascorse davanti a un monitor, sacrificando nottate di sonno per sapere come andrà a finire la serie preferita. Se il bingewatching è ormai diventato una consuetudine socialmente accettata, la serialità televisiva rischia di aprire nuove frontiere nel già variegato universo delle dipendenze tecnologiche. E i sintomi dell’astinenza sono gli stessi di chi rinuncia agli stupefacenti.

Insieme a Netflix e alle altre piattaforme streaming, un grande ruolo nel plasmare le opinioni dei ragazzini è svolto da Youtube: è un pozzo senza fondo a cui attingono bambini, adolescenti e giovani che fruiscono di tutorial e di video prodotti in gran parte da altri ragazzini, veri influencer (sono ragazzini che fanno video in cui parlano di tutto, visualizzati milioni di volte). Tutorial su ogni genere di argomento, anche questi di facile accesso. Qui nascono poi i fenomeni come “SferaEbbasta” dove si canta di tutto, si spinge a fare di tutto anche con delle semplici canzoni.

Ma, ed ecco la novità di questi mesi, i ragazzini hanno invaso Instagram, l’area fashion del web dove gli influencer danno il meglio di sé, con le loro storie di vita, i video e le foto con cui si costruiscono autentici “trending topics” che creano le vere mode giovanili (ma anche le opinioni, le valutazioni dei fatti e il pensiero).
Ed è proprio su Instagram, che poi trovi sponsorizzate a più non posso le serie tv, e dove ti basta un # per ritrovarti in un mondo fatto di sesso, omosessualità, magia, stregoneria, mode, iniuelnze ecc.

Netflix, Youtube, Instagram costituiscono un grande pianeta di influenza sul mondo cognitivoemotivo-affettivo e sociorelazionale dei giovanissimi.
Tuttavia la caratteristica più significativa è che gran parte dei contenuti influenzanti sono prodotti da ragazzini e giovani, che costruiscono così autentiche comunità prive di adulti di riferimento. E soprattutto colpisce la totale ignoranza di questo pianeta da parte dei genitori, degli insegnanti e degli educatori e di quanti in definitiva si dovrebbero occupare dei ragazzi.

GLI STESSI SINTOMI DELL’ASTINENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI

Non è un caso, d’altra parte, che un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica Cyberpsychology, behavior and social metworking abbia accomunato l’astinenza da social network a quella da sostanze stupefacenti. I sintomi sviluppati nei soggetti presi in esame sono gli stessi, dall’ansia alla noia ai cambiamenti di umore. Ed è solo la punta di un iceberg, sostengono i ricercatori austriaci che hanno condotto il lavoro per le università di Krems e di Vienna: su oltre mille individui dai 18 anni in su cui era stato proposto di partecipare allo studio, solo 152 (meno del 15%) hanno aderito, segno che per gli altri era pressoché impossibile pensare di stare lontani dai social per sette giorni. Gli esperti non solo hanno registrato sintomi di astinenza (nonostante il campione potesse comunque usare le mail, il telefono e gli sms), ma hanno anche constatato che quasi il 60% del campione ha avuto una «ricaduta», cioè è contravvenuto alla regola di non usare i social a prima dello scadere dei sette giorni.

COSA FARE TI CHIEDERAI?

Escludere i ragazzini da tutto questo non è possibile.

Prima di tutto perché è la loro generazione e che ci piaccia o meno questa è un’era digitale. Secondo è praticamente impossibile perché è di facile accesso ovunque e da chiunque.

Limitarlo è possibile.

Non lasciare che uno schermo educhi tuo figlio. Inizia a impostare password e parental control per tutti i dispositivi elettronici, esistono e ti possono aiutare. Limita gli orari. Fai in modo che pc, tablet, tv siano sempre in un posto da te accessibile. Vieta le ore notturne per l’utilizzo del cellulare perché è proprio li che molti ragazzi si lasciano andare alle cose più assurde e pericolose.

Infine, come genitore, come educatore sei chiamato a conoscere il mondo dei tuoi figli, e in ogni programma, serie tv, videogame poniti sempre queste domande che ti possono aiutare:

  1. COSA IMPARA MIO FIGLIO DA QUESTO PROGRAMMA? Ci sono informazioni corrette? Facciamo apprendere ai ragazzi cose vere e reali.
  2. Quale tipo di personaggio cerca di proporre a mio figlio questo programma? Il protagonista è qualcuno che vorrei mio figlio diventasse?
  3. Come viene rappresentata la famiglia in questo programma? Sta diventando difficilissimo trovare una serie tv che presenta la famiglia in modo normale. Anzi, oltre alla promiscuità sessuale, spesso i padri vengono umiliati o sono inesistenti o viceversa per le madri. Il matrimonio deriso, il rapporto genitori – figli massacrato.
  4. Questo programma è coerente con i nostri valori famigliari

 

“Abbiamo un grande lavoro da fare, come genitori. Non demandiamo questo compito agli altri. Assumiamoci le nostre responsabilità. Siamo la prima Autorità che Dio ha stabilito sulla vita dei nostri figli”.

Come non permetti a tuo figlio di cenare tutte le sere con cibo spazzatura non puoi permettere che consumi dosi inquinanti provenienti da uno schermo che sta inquinando la sua mente.

Infine, Noi affatichiamoci per edificare la nostra casa, facciamo il nostro dovere ma poi Dio la deve Edificare!

NB: per favore diffondi quest’articolo.

Lo troverai anche sul numero di questo mese della rivista CON VOI.

Vincenzo Abbate

Adolescenze Estreme

 

 

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