Ecco perchè: non darei MAI in mano a mio figlio un libro di Harry Potter.

3 Marzo 2017 Vincenzo Abbate

Ecco perchè: non darei MAI in mano a mio figlio un libro di Harry Potter.

24 settembre. Un video che ha suscitato molta approvazione, tanti incoraggiamenti, ma anche diverse polemiche e insulti. Tutto è nato da alcune affermazioni sul maghetto simpatico a due generazioni, Harry Potter, e alla sua scrittrice inglese J. K. Rowling. Perché parlarne?

E’ ben noto che esiste il “fenomeno” Harry Potter ed proprio nella data dello scorso 24 settembre, a mezzanotte, è uscito nelle librerie italiane “Harry Potter e la maledizione dell’erede, la sceneggiatura dell’omonimo spettacolo teatrale andato in scena a Londra (il titolo originale è Harry Potter and the Cursed Child), scritto dallo sceneggiatore Jack Thorne su una storia di J.K. Rowling. Il libro è il seguito della serie di romanzi con protagonista il mago Harry Potter – il primo è Harry Potter e la pietra filosofale, il settimo e ultimo Harry Potter e i doni della morte – che ha per protagonista Harry, diventato adulto, e uno dei suoi figli. L’inizio della storia è ambientato 19 anni dopo la battaglia di Hogwarts e la definitiva sconfitta di Voldemort, quando Albus Severus Potter, secondogenito di Harry e Ginny Weasley sta per andare a Hogwarts per la prima volta. Albus Severus è però il vero protagonista dello spettacolo e la storia gira molto intorno al rapporto conflittuale tra lui e suo padre.

Premetto da subito che l’intento dell’articolo, cosi come lo era per il video, non è quello di costringere nessuno a non leggere il libro, anzi ognuno ha diritto di scegliere cosa guardare o cosa leggere e cosa sia più giusto per i propri figli. Sicuramente non si vuole condannare neanche chi legge e ama Harry Potter ne affermare che tutti coloro che leggono Harry Potter sono automaticamente seguaci del mondo esoterico. Ho sempre parlato di “influenze”, soprattutto per bambini ed adolescenti. Come educatore, lavorando a stretto contatto con i ragazzi sento, almeno, il dovere morale e nel mio caso anche cristiano, di avvisare e quantomeno informare di alcuni pericoli che secondo me si celano dietro la faccia buffa ed intrigante del maghetto con gli occhiali.

Difficile ignorare questo nome onnipresente, che rappresenta un impressionante successo librario planetario, ma anche di film, videogames, parchi a tema e merchandising, il tutto ci deve necessariamente far pensare a una intera generazione di “potteriani”.

 

 

Ma chi è Harry Potter?

Harry è un ragazzino di 11 anni, protagonista principale in ogni libro della serie che rappresenta un anno nella vita di Harry dagli undici ai diciassette anni.  La Rowling ha dichiarato di aver terminato il libro l’11 gennaio 2007, in un albergo di Edimburgo.  Orfano di padre e di madre, vive dagli zii. Impara un giorno che è il figlio di un mago e di una strega assassinati (nella notte di Halloween) dal terribile Voldemort, “il Signore delle tenebre“, il cui nome nella saga viene pronunciato stentatamente, per lo più sostituito da “Tu-Sai-Chi” (allusione all’usanza ebraica di non pronun-ciare il nome di Iaveh? Ma qui sembra si tratti piuttosto del diavolo…). Il piccolo Harry è scappato alla follia omicida di Voldemort, ma gli è rimasta sulla fronte una cicatrice in forma di saetta incisa con “l’Avada Kedavra” che è la più potente delle tre Maledizioni Senza Perdono, ed è conosciuta anche come “l’Anatema che uccide” (cosi infatti furono uccisi i suoi genitori) e che lo fa soffrire quando si avvicina Voldemort. Le bacchette magiche di Harry e di Voldemort sono gemelle: contengono ambedue una piuma della stessa fenice. Dopo aver preso coscienza della sua natura di mago, Harry viene invitato a recarsi nel collegio di Hogwarts, famosa scuola di stregoneria dove incontra altri due allievi, Ron Weasley e Hermione Granger, che ormai saranno i suoi compagni di scuola e di avventure. Quel ragazzino che vediamo durante la saga, crescere sia fisicamente, che nelle abilità magiche dotato anche dell’abilità di parlare il Serpentese, il linguaggio dei rettili.

La Rowling ha dichiarato: “Ero affascinata dal pensiero che un ragazzo potesse separarsi dai confini del mondo adulto ed entrare in un universo dove avesse potere… Ho concepito la storia di Harry Potter in una serie di sette volumi che rappresentano gli anni, dall’età di 11 fino a 17 anni, per completare l’apprendistato di mago.

La saga di Harry Potter appartiene sia al genere fantasy che al genere classico del romanzo di formazione. Tuttavia le differenze tra questa serie e altre celebri saghe del genere fantasy sono da rimarcarsi: le storie di Harry Potter non sono ambientate in un’epoca immaginaria o differente dalla nostra, né in un altro universo. Infatti è ambientata nel mondo reale e nei decenni contemporanei (1980 – 2017); in altre parole, il mondo magico convivrebbe da sempre con quello delle persone comuni, non magiche (che vengono chiamate babbani), ma da esso si nasconderebbe per motivi di sicurezza e di ordine. Non a caso, in Harry Potter si trovano moltissime citazioni, dalla mitologia celtica a quella greca, dall’alchimia, alla criptozoologia e si attinge a piene mani dagli stereotipi classici legati alla concezione magica e fantastica dell’uomo.

Questo per me rappresenta un grande pericolo perché, soprattutto i ragazzini, entrando nell’ambientazione mista tra fantasy e reale rischiano, come è successo in centinaia di casi, di emulare le pratiche della saga, spesso non ingenue.

“Siamo tutte contente di questo fenomeno” ha dichiarato Ruth Shelton, 43 anni, strega praticante da 27 anni a New York: Shelton è dell’opinione che i libri e il film della Rowling possano favorire l’interesse per queste pratiche alternative che hanno una ricca tradizione e storia.

Harry Potter presenta UN MONDO SENZA DIO. Nel collegio di Hogwarts, tutta la vita è impregnata di magia. I professori sono tutti maghi o streghe; per esempio la professoressa McGranitt abile a metamorfosarsi in gatto. I libri di testo sono tutti magici: Manuale degli incantesimi, Storia della magia, Guida pratica alla trasfigurazione per principianti, Le forze oscure: guida all’autoprotezione, ecc. Ovviamente, le uniche lezioni seguite dagli scolari sono per imparare a fare bevande magiche, a gettare dei sortilegi, a trasformare delle cose, a difendersi contro la magia nera e altre pratiche di magia e di stregoneria. Harry Potter non va in collegio per imparare innocenti giochi di magia bianca, intesa come l’abilità dei prestigiatori, ma per imparare i vari sortilegi, metamorfosi, altrettante pratiche che lo renderanno superiore ai “Babbani” (i non stregoni, disprezzati perché sprovvisti di poteri magici). Apparentemente ci potrebbe sembrare di essere sulla scia inoffensiva delle antiche fiabe (rendersi invisibile, far apparire dell’oro, ringiovanire o invecchiare, ecc.) e questo contribuisce al fascino di questa saga. Ma non è così. In effetti, leggendo una fiaba tradizionale ci accorgiamo subito di essere in un mondo puramente immaginario, un mondo “fantastico” in cui ci sono fate, streghe, gnomi, ecc., un mondo di sogno che non incide sulla vita reale del lettore. Invece con Harry Potter assistiamo ad una specie di incarnazione del magico nel mondo normale. Harry Potter e i suoi amici sono bambini del nostro secolo, tipicamente “british” che, fuori dell’anno scolastico, raggiungono le loro famiglie che abitano le città “normali” in mezzo ai “Babbani”. Il messaggio implicito è chiaro: i poteri magici, l’essere mago o strega è un privilegio, un dono speciale, qualcosa di positivo.

Nei libri scopriamo una progressione nel numero delle pagine. Il primo ne aveva 296 mentre l’ultimo più di 700. Pensate: come mai i nostri ragazzini, che leggono con sempre più fatica in questa civiltà dell’audiovisivo, riescono a divorare tante pagine? Vengono stranamente affascinati da questa sottile miscela di naturale e di preternaturale, di reale e d’irreale, di concreto e di magico, di antico e di moderno. Credo che il problema è lo spirito di questi libri. Infatti, anche il grado di magia e di orrore aumentano incredibilmente dal primo libro al settimo, sempre in mezzo a mostri diversi, vampiri, fantasmi, mangiamorti, ecc. e le ambientazioni appaiono sempre più terrificanti e sanguinose.

In Harry Potter la MAGIA è DAPPERTUTTO. Prendiamo qualche esempio. Per la divinazione, nel terzo volume, vediamo la professoressa Cooman spiegare a Harry, Ron e Hermione il programma annuale di divinazione: lettura delle foglie di tè, lettura della mano (chiromanzia)e infine, della sfera di cristallo (cristallomanzia). Per quanto riguarda la magia, i bambini non soltanto la studiano, ma anche la praticano spesso; per esempio Hermione usa un incantesimo di levitazione per fare volare una piuma e il sortilegio “Petrificus totalus” per paralizzare un coetaneo. D’altra parte, nel secondo volume, si dice che “all’insaputa dei professori, fra gli studenti prendeva piede un fiorente commercio di talismani, amuleti e altre protezioni“. Anche i malefici più “neri” vengono insegnati a Hogwarts (e usati soprattutto nel quarto volume): l'”Imperius”, il “Cruciatus” e il terribile “Ava Kedavra… l’Anatema che uccide”, contro il quale “non c’è contromaledizione”. È vero che gli studenti hanno l’ordine di non usare questi malefici ordinati a nuocere, ma… chi sa se obbediranno? Imparano le “contromaledizioni“, cioè lottare il male con il male, usare quindi le stesse armi del nemico! Così del resto come le bacchette magiche di Harry e di Voldemort sono gemelle, come a voler insegnare una lotta tra magia bianca e magia nera prendendo entrambi forza dalla stessa fonte, indicando chiaramente che bene e male alla fine non esistono e che c’è una differenza di magia. In Harry Potter i “buoni” combattono i “cattivi” con le stesse armi ed il male non è mai davvero vinto se non con l’utilizzo del male stesso.

Questo ha portato a migliaia di devianze nel mondo dei ragazzi e a dichiarazioni del genere:

Il bene e il male non esistono. Dipende dalle persone.”  (Allievi di scuola media in Svizzera, fra 12 e 14 anni);

“Voglio usare questa maledizione e far soffrire il mio professore di scienze perché mi ha dato una brutta nota.” (Craig, un americano di 10 anni che si è convertito al “Nuovo Ordine dei Satanisti del Cerchio Nero)

Avevo sempre creduto a quello che mi insegnavano a catechismo. Ma i libri di Harry Potter mi hanno fatto vedere che la magia è reale, che la posso imparare e mettere in pratica anche adesso, mentre la Bibbia non è altro che un mucchio di frottole noiose.“(Ashley, Stati Uniti).

Inoltre, non sono il solo a dichiarare e a credere che: “Non c’è nessuna differenza tra la magia bianca e quella nera, la magia è magia» ma è anche stato affermato e trascritto alla pagina 110 della “bibbia satanica” da Anton Lavey, fondatore della chiesa satanica.

Nella saga è forte il passaggio DALL’ESOTERISMO AL SATANISMO. Prendiamo un solo esempio. Il quarto tomo è il peggiore: i sortilegi si moltiplicano, diventano facilmente malefici, fino alla tragedia sanguinosa del trentaduesimo capitolo: uno stregone nero, Codaliscia, uccide un compagno di Harry in un cimitero davanti ai suoi occhi. Poi ha luogo un rituale satanico, durante il quale il terrificante Voldemort riunisce il suo spirito a un corpo umano, dando così a se stesso una nuova vita. In questo rituale satanico, assolutamente orribile, una specie di bambino mostruoso viene gettato vivo in un calderone bollente con le ossa di una tomba profanata e un po’ di sangue di Harry, il tutto con delle formule che sembrano ricordare in modo blasfemo i grandi misteri della Fede cattolica… Lo scrittore e pedagogo francese Yves Chiron dichiara con franchezza dopo avere letto i volumi di Harry Potter: “non ho che una grande fretta: sbarazzarmene perché i miei figli non ci cadano sopra“.

D’altronde, i soli riferimenti religiosi presenti almeno nei primi quattro volumi sono la semplice evocazione delle feste di Natale e di Pasqua ridotte a un buon pranzo, uno scambio di regali e un periodo di ferie. Invece Halloween è davvero la grande festa della scuola. Nel quarto tomo, in occasione del S. Natale, l’autrice ci mostra un elmo vuoto che canta una parte delle parole del “Venite fedeli”; le lacune vengono colmate da rime inventate “tutte decisamente maleducate”. Festa e canto sacro vengono così tranquillamente profanati.

Il tema dell’occulto regna sovrano nelle ultime pagine del settimo libro: il maghetto dagli occhi verdi e dalla cicatrice incisa sulla sua fronte diventa uomo. Harry riesce grazie al “preziosissimo e vitale” aiuto dei suoi amici, attraverso rocambolesche e mortali peripezie, a raccogliere i famosi tre Doni della Morte: la Bacchetta di Sambuco, il Mantello dell’Invisibilità e la Pietra della Resurrezione. Il simbolo con cui vengono rappresentati i Doni della Morte costituisce una sorta di occhio triangolare dalla pupilla verticale: infatti, all’interno del triangolo vi sono un cerchio e una linea retta che spacca in due triangolo e cerchio.  Il triangolo simboleggia il Mantello dell’Invisibilità, il cerchio raffigura la Pietra della Resurrezione e la linea rappresenta la Bacchetta di Sambuco. Questo simbolo, se lo si guarda attentamente, ricorda molto la piramide con l’occhio al centro che è uno degli emblemi dell’Ordine degli Illuminati. Inoltre, secondo alcuni, tutto il tema del film ha a che fare con l’Ordine degli Illuminati. Tre oggetti (mantello, una pietra e bacchetta) danno al suo possessore il dono di elargire la vita e la morte e la possibilità di preservarsi da quest’ultima. Questa è una tematica fortemente massonica. La massoneria è fortemente legata alla morte, come dimostra il rituale di iniziazione in cui si mette in scena una morte ed una resurrezione dell’iniziato.

Harry Potter e la Rowling la loro magia già l’hanno fatta: hanno venduto all’incirca 450 milioni di copie della saga e tra gli incassi di film, libri parchi a tema e merchandising la saga del maghetto di J. K. Rowling vale 25 miliardi di dollari

Inoltre la Rowling ha finito con Harry Potter, ma Cursed Child (La Maledizione Dell’Erede) ha già venduto oltre 2 milioni di copie (statistica ferma a luglio), quindi impossibile quantificarla oggi per le uscite in altre parti del mondo e a settembre in Italia.

Non voglio prolungarmi oltre e neanche parlare della Rowling che dal punto di vista letterario sicuramente è stato un genio, portando giovanissimi e non, all’arte della lettura, ma a quale prezzo? da chi si è ispirata? Perché tutto questo simbolismo negativo cosi forte? Qualcuno ha detto: “nessuno può scrivere un qualcosa che non ha vissuto”. Lascio ad ognuno la libera interpretazione, ma nessuno può dirmi che ho aggiunto qualcosa di diverso da quello che si vede a chiare lettere nella saga di Harry Potter.

Cosa c’è di male mi dirai?

Non vi parlerò dal punto di vista Cristiano, della Fede e quindi dei pericoli della magia, dell’occultismo e delle influenze che possono avere sul nostro spirito, anima e corpo. Non citerò, almeno in quest’articolo, centinaia di versi della Bibbia a sostegno della mia tesi e del mio credo. Ma voglio che se sei un credente o meno tu possa fare le tue valutazioni e riflessioni.

Ti dico una cosa: « I BAMBINI E I RAGAZZI HANNO UN’IMMAGINAZIONE CHE SI LASCIA MANIPOLARE FACILMENTE….IN TEMPI IN CUI I PUBBLICITARI CONOSCONO I NOSTRI FIGLI MEGLIO DI NOI si farebbe dunque bene a PORSI DELLE DOMANDE IN RELAZIONE ALLE CONSEGUENZE CHE LIBRI COME HARRY POTTER, I FILM HORROR, Alcuni ROMANZI, alcuni cartoni animati Feste dedicate all’occulto ed all’esaltazione della paura come Halloween , COSI’ PROMOSSI A LIVELLO MEDIATICO POSSONO ARRECARE AI PIU’ GIOVANI».

Peter Smith, segretario generale della British Association of Teachers and Lecturers all’uscita del primo film di Harry Potter ha dichiarato: “La prima visione del film di Harry Potter indurrà un’intera generazione di giovani alla ricerca della magia e della stregoneria… Un numero sempre più grande di ragazzi e bambini passa ore a navigare su internet alla ricerca di siti satanici e noi siamo preoccupati perché nessuno controlla questo crescente incanto.”

Una cosa è certa: sicuramente non mi edifica, ed in una società già in preda alla depressione, alla paura, alla violenza, alla morte onestamente credo che sarebbe meglio promuovere valori positivi che influenzino le nuove generazioni. Qualcuno mi ha scritto che alla fine i messaggi in Harry Potter sono molto positivi, si parla di amore, amicizia e anche di luce, vita e non voglio metterlo in dubbio.  Ma con questi simbolismi credo sia molto difficile che i ragazzi la percepiscono in modo netto. Ascoltando giovani cresciuti con Harry Potter un risultato raggiunto è stato questo «CREARE UN’ ATMOSFERA DI CONFUSIONE PER INDURRE I RAGAZZI A SMARRIRE IL SENSO DEL BENE E DEL MALE».

Ecco perché non darei mai un libro di Harry Potter in mano a mio figlio, io “non maledico gli eredi” ma Benedico Generazioni.

Fai Girare quest’articolo: informiamo i lettori e sopratutto i genitori dei più piccoli. SII UNA LUCE NELLE TENEBRE!

Vincenzo Abbate

Comments (3)

  1. Grazia

    Sono veramente abili i seguaci del demonio. Per attrarre a loro quanta più gente possibile ( i bambini sono il loro principale obiettivo), ne inventano di ogni. Halloween, cartoni animati, giochi, libri ecc…il tutto presentato ovviamente sotto forma di gioco, di festa, di divertimento. E la gente ci casca in pieno. Solo un cieco non vede quello che oggi è palese.

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