Come si celebra Halloween nel mondo? Perchè il culto dei Morti?

30 Ottobre 2019 Vincenzo Abbate

Come si celebra Halloween nel mondo? Perchè il culto dei Morti?

Come si celebra Halloween nel mondo? E’ sbagliato invocare i morti?

Al di la delle vostre credenze ed usanze come vedrete con i vostri occhi è un vero e proprio culto ai morti. Che male c’è mi dirai?

Ti chiedo solo di leggerlo fino alla fine.

Dal “dolcetto o scherzetto” dei Paesi anglofoni al Dia de los Muertos in Messico, passando per i festival religiosi di Haiti e Giappone, ecco come viene festeggiata la ricorrenza in diverse parti del globo.

MESSICO: 

La celebrazione si distribuisce tra la domenica precedente il 2 novembre e il vero e proprio giorno dei morti. Quindi i giorni più sentiti sono proprio dalla notte del 1 e 2 novembre. Si tratta di una ricorrenza molto importante per i messicani, che hanno un culto molto speciale per i loro cari estinti. Tra sfilate e maschere tipiche come i Mitclan (cioè i partecipanti del regno dei morti secondo la mitologia azteca) e il carnaval de calaveras (cioè il carnevale dei teschi) che vogliono “ridicolizzare” la morte, questo popolo esegue antichi riti risalenti alla tradizione precolombiana per entrare in contatto con i defunti, commemorarli per tipo di morte subita ed età. Ecco perché c’è un forte coinvolgimento anche di bambini. Da qui la DISNEY ha lanciato il film “COCO – il bambino Miquel nel regno dei morti”.

SCOZIA – IRLANDA

In Alcune parti della Scozia e dell’Irlanda si mantiene ancora viva la tradizione celtica del “Culto a Samhain”, principe Oscuro o Signore delle Tenebre. Nato per celebrare la fine dell’Estate, c’è ancora attualmente un forte interessamento alla tradizione celtica. Si credeva che Samhain permetteva alle anime dei morti di ritornare alle loro case e quindi avere un contatto con i vivi, i quali dovevano celebralo altrimenti lanciava delle maledizioni (da qui anche dolcetto o scherzetto, dammi un regalo o ti maledico). I Druidi avevano Usanza di danzare attorno al falò di “rovere” perché la parola druida viene dal greco “cuadrus”, che significa appunto rovere. Quindi credevano che un sacerdote druida si reincarnasse  proprio in questo rovere bruciato. Attualmente, quindi dall’usanza si invoca la “protezione proprio del principe della morte”.

HAITI

Di tutto,altro genere sono le usanze ad Haiti. Qui, le comunità di religione voodoo celebrano “Fed Gede”, accendendo candele, pregando sulle tombe, invocando morti, anche utilizzando infusi di rum e peperoncino. Rituali anche macabri rituali al mondo voodoo sempre per essere in contatto con lo sprito di morte.

GIAPPONE

In Giappone cambia il periodo ma non il senso della festa. C’è un vero e proprio culto dei defunti che viene celebrato da metà luglio a metà agosto, cambia in base a regioni del Giappone, e prende il nome di “Obon”. Un vero culto per celebrare anche qui gli antenati morti, onorarli ed entrare in contatto con loro. Quindi come parte della festa sono previsti pellegrinaggi nei cimiteri, danze e canti propriziatori.

FILIPPINE

Nelle Filippine, si festeggia il “Pangangaluluwa’” anche qui le celebrazioni sono legate allo spirito della morte, ed un ruolo centrale è occupato dai bambini che si travestono e si esibiscono per ricevere in cambio regali.

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Al di la del significato di Halloween, qui parliamo di pratiche diffuse in tutto il mondo e sono legate tutte da una medesima usanza: il culto dei morti.  Senza voler offendere nessuno, e neanche parlare di tradizioni radicate da generazione in diversi popoli emerge chiaramente che tutto ha un chiaro scopo: voler rompere i confini tra la vita e la morte, tra defunti e viventi.

Questo è chiaramente spiritismo, come sostiene anche Padre Amorth:

“evocare i defunti per celebrarli, avere un contatto con loro, interrogarli e ottenere risposte, non è altro che invocare spiriti”.

 Un fenomeno in crescente aumento che coinvolge anche i più giovani.

 I motivi possono essere diversi. Volontà di conoscenza di fatti del passato o del futuro, ricerca di protezione, a volte semplicemente curiosità di esperienze ultraterrene. Credo che la causa principale, comunque, sia sempre il rifiuto di accettare la perdita di una persona cara, soprattutto in caso di morte accidentale e prematura. Il desiderio, quindi, di continuare ad avere un contatto, di ricomporre un legame spesso interrotto brutalmente.
Vorrei aggiungere che lo spiritismo ha conosciuto maggiore diffusione soprattutto nei periodi di crisi della fede. La storia, infatti, ci mostra come quando cala la fede aumenti proporzionalmente la superstizione, sotto tutte le sue forme.

I metodi sono i più disparati ma quello tradizionale è ricorrere ad un medium che va in trance e che evoca un’anima in particolare. Esistono anche tanti sistemi, molti diffusi anche in rete che invogliano, facilitano, e inducono sempre di più le persone a rompere questo limite.

La Bibbia lo dice chiaramente in Deuteronomio 18:12 che

Chi interroga i morti è in abominio al Signore”,

ma è giusto informare le persone che non è il subconscio che parla, come molti insegnano e neanche sono i nostri morti a parlare, ma in realtà sono demoni che si “travestono da morti”, che appaiono come se fossero i nostri cari perché conoscono i nostri rapporti con i defunti.

Questo desiderio di rompere i confini tra la vita e la morte è qualcosa che va in netto contrasto con la Fede e con Dio

“Tra noi e voi c’è un grande abisso: se qualcuno di noi vuole venire da voi non può farlo; così pure nessuno di voi può venire da noi (Luca, 16,26).

Immaginate se noi avessimo la facoltà di passare a nostro piacimento da questa dimensione all’altra, come anche mostrano molti film e serie tv, non saremmo più nulla di preciso, né carne né pesce. Poi penseremmo di poter trovare il modo di soddisfare tutti i nostri desideri, tutte le nostre curiosità, cosa che Dio non può permettere assolutamente. Noi viviamo in un tempo e in uno spazio ben delimitati mentre con lo spiritismo e tutte le forme di divinazione cerchiamo di sfuggire a tutto ciò. Molte pratiche dettate proprio dal desiderio di sfuggire dalla realtà. Dio non può permettere che noi andiamo di là appena abbiamo un problema, prendiamo il telefono dell’aldilà e abbiamo le nostre risposte. Non funziona così. Dobbiamo affidarci a Dio, alla sua Provvidenza e a quanti mette sulla nostra strada. Ho conosciuto tante persone che hanno fatto spiritismo, che credevano di parlare con i loro morti: “inizialmente sembrava tutto bello poi si son resi conto che non si avevano a che fare con chi pensavano che fossero”.

Esiste addirittura il “Movimento della Speranza” che insegna a coloro che hanno subito un lutto (ad esempio i genitori orfani del loro figlio) a comunicare con il defunto, con l’illusione di rimanere in comunicazione con la persona che si è molto amata anche dopo la morte. Per questo motivo disapprovo totalmente l’operato del “Movimento della Speranza” che, purtroppo si sta diffondendo in Italia e all’estero, raccogliendo il favore anche di alcuni sacerdoti famosi.

I rischi per coloro che partecipano a questi rituali, individuali o collettivi, ci sono. Uno è di natura umana. Avere l’illusione di parlare con un proprio caro ormai defunto può scioccare profondamente, soprattutto i soggetti più emotivi e sensibili. Questi tipi di traumi psichici richiedono, molto spesso la cura di uno psicologo.
Molte volte invece è possibile che, aprendo le porte alle sedute spiritiche, entri anche la coda del diavolo. Il rischio maggiore, infatti, a cui si può andare incontro, è l’intervento demoniaco che procura disturbi malefici, fino ad arrivare alla stessa possessione diabolica dei partecipanti al rito spiritista.

Lasciamo i morti dove sono. Noi, non abbiamo potere di decidere sulla loro anima. Ecco perché, oltre a non comunicare con loro non preghiamo per i morti. Scegliamo di pregare per i vivi mentre siamo in vita! Fidiamoci di Dio e scegliamo di essere dalla parte della Luce.

Per concludere durante tutte queste celebrazioni non si fa altro che voler rompere questi confini e sembra quasi che morte e vita si incontrano a nostro piacimento, in tutto questo esaltando il principe delle tenebre che è satana.

L’unico che ha vinto la morte è Gesù. L’unico che va celebrato è Lui, Ecco perché in tutto questo marasma lo scopo è sempre quello: portare le persone lontane dalla Fede e da Dio, farli affascinare delle tenebre, cercare di dare alle persone tutte le risposte. Usanze e feste che si tramandano di generazione in generazione, che trovano come avete visto grandissima diffusione in ogni parte della terra e che cercando di fa abituare anche i bambini con il lo scopo di avere i primi contatti con lo spiritismo.

Ecco perché al di la delle usanze, tradizioni, maschere ed altro qui parliamo di contenuti e di che cosa si va in realtà a celebrare.

Preferirò sempre celebrare la vita è colui che ha detto:

Io sono la Via, la Verità e la Vità, nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6), Gesù.

Per saperne di più contattaci.

Vincenzo Abbate

La tematica trattata è tratta da un capitolo del libro in uscita nel 2020 #iosonounaluce

Come l’occulto influenza le nuove generazioni 

Fonte: https://tg24.sky.it/mondo/photogallery/2018/10/16/halloween-nel-mondo-tradizioni.html#2

 

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